1. Apple cerca un pizzaiolo →

    Se sapete fare le pizze e siete disponibili ad andare in California, questo annuncio potrà interessarvi.

  2. Cronache dal giorno degli sciacalli →

    Marco Cattaneo, sull’opportunismo degli sciacalli.

  3. Grazie, non avrei mai detto che l’epicentro fosse lì.

    Grazie, non avrei mai detto che l’epicentro fosse lì.

  4. C’era una volta una consapevolezza, un’educazione, se posso dire, che molti adesso giudicano come ignoranza e non capiscono che era di più, era ammissione di ignoranza e impotenza o buon senso. Adesso invece questi molti sono sicuri di aver trovato la via per la conoscenza perchè hanno una connessione a internet e ti spiegano la vera ragione delle cose.

    — 

    Peppe Liberti (Il complotto degli assistenti sociali)

    Da leggere tutto, nella sua brevità.

  5. “Ma, c’è un ma.”

    Secondo una giornalista del Corriere, la scoperta che “il fatto non sussiste” non significa che il fatto non sussista.

  6. A proposito di terremoti

    Riscrivo quello che avevo pubblicato un mese e mezzo fa, visto che torna di stringente attualità:

    Per favore, quando parlate di terremoti, non arrotondate.

    Su una scala logaritmica come la MMS (l’equivalente moderno della scala Richter) fra 8,6 e 9 c’è un fattore 4, cioè un terremoto di nono grado è quattro volte più forte di un sisma di grado 8,6.

  7. lunaesole:

venerdì 30 giugno 1967

(via 3nding)

    lunaesole:

    venerdì 30 giugno 1967

    (via 3nding)

  8. Dal Corriere:

    Ogni scuola superiore sceglierà il proprio «studente dell’anno» tra quelli che hanno superato la Maturità con il massimo dei voti, 100 e lode. Ogni «studente dell’anno» avrà diritto a una «borsa di studio aggiuntiva» e alla «riduzione di almeno il trenta per cento delle tasse universitarie» per il primo anno accademico. […] lo studente dell’anno avrà diritto alla carta «IoMerito», con sconti per musei, mostre e mezzi pubblici. Resta da capire chi, in ogni scuola, sceglierà il ragazzo più meritevole e quali criteri userà.

    Questa mossa non incentiverà la meritocrazia per cinque motivi:

    1. Non tutti i 100 e lode valgono ugualmente, perché non tutte le scuole preparano allo stesso modo. Basta vedere le statistiche: perché in Puglia ci sono molti, ma molti più centini che in Trentino? Non dovrebbero essere distribuiti equamente in tutta Italia?
    2. Non ci sarà mai trasparenza nella scelta, poiché gli unici criteri più o meno oggettivi sono i voti, che sono già considerati nel calcolo del voto della maturità. Le scuole quindi opteranno per una sorta di consiglio dei professori, dove ogni docente tiferà per i propri studenti, mentre pochi potranno fare un confronto obiettivo fra i candidati a “studente dell’anno”, perché non sempre si troverà un professore che ha insegnato a entrambi.
    3. Ogni incentivo meritocratico dovrebbe valere a prescindere dalla presenza di altre persone. Con questa proposta, se due ragazzi sono ugualmente bravi e preparati, ma provengono dalla stessa scuola, uno dei due verrà privato di una ghiotta opportunità. Invece lo scopo della meritocrazia è di incentivare tutte le persone che meritano.
    4. Il premio in gioco è troppo alto e renderà la corsa al voto fin troppo competitiva. Ciò nuocerebbe sia al clima fra gli studenti, che dovrebbe essere solidale e non combattivo, sia alla rendita dello studio, che sarà finalizzato alla conquista di un ennesimo titolo e non a una genuina formazione personale.
    5. Bisogna soppesare meglio i premi agli studenti. Non si può dare lo stesso premio a un diciannovenne che si iscrive nell’università della città in cui vive e a un coetaneo che si trasferisce in un’altra regione. Ben venga la riduzione delle tasse, quindi, ma senza un programma di rimborso delle spese di viaggio (che spingerebbe gli studenti a muoversi verso atenei più lontani, ma più validi) gli studenti fuori sede sono comunque economicamente svantaggiati.

  9. Action Required on Crucial ACTA Votes Next Week →

    In parole povere: giovedì 31 maggio le commissioni del Parlamento Europeo sugli Affari Legali (JURI), sull’Industria (ITRE) e sulle Libertà Civili (LIBE) voteranno sulla ratifica dell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement, il famigerato ACTA. Lunedì 4 giugno toccherà alla commissione Sviluppo (DEVE) e mercoledì 21 alla commissione Commercio Internazionale (INTA).

    Il loro voto influenzerà quello degli europarlamentari in sessione plenaria, che voteranno a favore o contro la ratifica dell’ACTA fra il 3 e il 5 luglio.

  10. Responsabilità

    Dopo la (dubbia) notizia dell’aumento di suicidi fra gli imprenditori, quando è buona prassi non dare troppa enfasi a questo tipo di fatti,

    dopo l’ennesimo rigurgito di fotografie rubate dal profilo di Facebook di una ragazza minorenne, vittima di un attentato terroristico,

    dopo la frettolosa bufala che ha dato per morta un’altra ragazza nel medesimo attentato,

    dopo il protetto di Santoro che twitta nome, cognome e foto della casa di un indagato per omicidio, che poi si scopre non avere a che fare col delitto,

    dopo tutto ciò, bisogna riconoscere che il giornalismo italiano non si è mai mostrato così irresponsabile come in questi giorni. Che fosse pressapochista, distratto, impreparato, già lo sapevamo. Ma fino ad oggi non mi aspettavo che fosse addirittura pericoloso.